diario di allenamento e corse

Eccomi

Utente: smdf63
Nome: Stefano Maria Di Figlia
Libero corridore di mezza tacca e di mezza età, alla continua ricerca del più compiuto equilibrio tra mente e corpo. Nato e svezzato a Viareggio. Sposato e felice genitore di tre figli. Altezza: 183 cm. Peso ideale: 62,2 kg. Corporatura: decisamente snella, tendente al gracile. Carattere: esigente, con frequenti punte di nervosismo. Titolo di studio: laurea in giurisprudenza. Segno zodiacale: vergine.

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sabato, 23 maggio 2009
# 137 -

it's better to burn out
than to fade away

Postato da: smdf63 a 11:49 | link | commenti

giovedì, 21 maggio 2009
#136 – Scrivono di Me

Ieri ho ricevuto due messaggi, che volentieri riporto.

 

(…..)

Voglio che mi dici cosa hai combinato a Pisa e come era andato l'allenamento precedente. A tal proposito volevo dirti che per me la maratona in 3h18 L'HAI FATTA. Non importa che ti è venuto quel casuale dolore e la casuale influenza, conta di più che nei 3 mesi precedenti ti ho visto fiorire come pochi nella mia esperienza atletica. Fregatene delle gare e continua a correre per divertirti. Prima o poi ti tornerà la voglia di tentare qualche impresa.


(…..) 
(1)

*          *          *

 

Profilo di smdf63

 

 

Nome: Stefano Maria Di Figlia, forse più Maria che Stefano.

Età: 45 anni, Q.I. 15 anni

Compleanno: 1 Settembre

Sesso: Maschio (?)

Città: Viareggio (è chiaro!)

Provincia: toscana

Nazione: Italia

Homepage: http://stefanodifiglia.splinder.com

 

Chi sono: Libero corridore di mezza tacca , di mezza età e di cultura dimezzata,alla continua ricerca del più compiuto equilibrio tra mente e corpo (difficile in persona de-mente!)- nonostante la professione che mi fa assomigliare di più ad un ragno rintanato nel buco in attesa delle mosche-clienti da spennare ed a cui vendere mernce in netto contrasto con i principi dichiarati-. Nato e svezzato a Viareggio, non superando ulteriori sviluppi. Sposato e felice genitore di tre figli, (della serie: il babbo dei cretini è sempre in attività!). Altezza: 183 cm. Scarsi. Peso ideale: 62,2 kg.

Corporatura: decisamente snella, tendente al gracile. Carattere: esigente, con frequenti punte di nervosismo, (leggi: isteria). Titolo  di studio: laurea in giurisprudenza, disattesa per palese incapacità, anche se nel blog vanto una cultura epidermica per “apparire” (vedi citazioni latine). Segno zodiacale: vergine.

I miei interessi: correre, leggere, viaggiare e ora anche scrivere,

ovvero: non fare una sega!

 

Consiglio del giorno: dovrei accorciare le orecchie A VENTOLA per correre più veloce! (2)

 

 

Note:

(1) la parte centrale di un messaggio inviatomi ieri a mezzo posta elettronica dal Califfo;

(2) testo integrale di un messaggio anonimo lasciatomi sotto la serranda del mio negozio e il cui originale conservo gelosamente. Giuro che è non l’ho scritto io.

 

 

Postato da: smdf63 a 18:43 | link | commenti (2)

lunedì, 18 maggio 2009
# 135 – Allergie

Ci sono giorni in cui le parole sembrano un sistema di segni sconosciuto e insensato. Disegni astratti, ghirigori che si fanno sulla carta per distrazione. Ieri era uno di quei giorni dopo che in mattinata a Pisa avevo inscenato il mio ultimo disastro agonistico.

Una volta arrivato e ricongiuntomi agli amici Angelo e Walter ho passato molti minuti nel più assoluto mutismo. Mi sentivo un pagliaccio capace solo di scimmiottare una vita che non mi appartiene. Che continuamente inciampa nelle proprie scarpe giganti, nei propri vestiti sformati e senza proporzioni. E in tanta inadeguatezza un consueto disagio andava dilatandosi. Sentivo che il mio non saper gareggiare era solo un aspetto –l’ultimo in ordine di tempo- del mio non saper vivere.

 

Ho sprecato questi 46 anni di vita in un estenuante rincorsa dietro sogni irrealizzabili, traguardi impossibili, utopie. Con presunzione e stupidità. Ridicolmente. Oggi più di ieri sento di non avere la forza per venirne fuori.

 

Il prode Armando ha chiuso ieri la sua prima maratona in 4 ore e 12 minuti. Ne ho atteso l’arrivo sotto la canicola. Ne ho accompagnato gli ultimi cento metri. Era fresco ed euforico. Dopo il traguardo ci siamo abbracciati. Ho sentito la sua gioia. Io non sono mai stato contento come era lui in quei momenti.

 

Da dieci giorni l’aria si è riempita del polline delle piante. Mai come quest’anno ne ho sofferto. Ma una verità più profonda mi dice di una mia allergia a me stesso. Fosse possibile mi abbandonerei.

 

P.S. – Nel pomeriggio ho terminato la lettura di ‘Lotta di Classe’ di Ascanio Celestini. Molte delle cose che ho scritto le ho copiate da lì. Non me ne vergogno. Anzi.

 

Postato da: smdf63 a 09:56 | link | commenti (6)

venerdì, 15 maggio 2009
# 134 – Buon Giorno, Sorellina

Mi ha appena chiamato mia moglie per dirmi che stanotte è nata Viola, primogenita del mio caro Pezzetto.

 

Me la descrivono tenace e combattiva come il padre e bella come la madre. Non ho alcun dubbio a crederlo. Conosco Siomne da troppi anni per sbagliarmi sul suo conto. Non conosco invece la fortunata mamma, ma ugualmente la abbraccio e le dico brava. Undici ore di travaglio sono molto più impegnative della più dure delle ultramaratone.

 

A Viola non auguro niente. Un nome così bello, così emozionante a me basta solo gridarlo per farmi star bene.

Forza, Viola!

Postato da: smdf63 a 09:09 | link | commenti (7)

sabato, 09 maggio 2009
# 133 - Zanzare

 

L’intensa piovosità dell’inverno ha ridotto per mesi il mio santuario naturale a un acquitrinio. Tuttora correndovi, leggiadro ed elegante come si conviene a un podista del mio rango nobiliare, lambisco zone dalle quali le acque non intendono ritirarsi. Siamo alla prima decade di maggio e le pioggie sono solo un ricordo. I più sciocchi tra i miei simili già le rimpiangono lamentando arsure e calori insopportabili.

Tanto ristagno di acque in zone verdi ha prodotto un’eccezionale nascita di zanzare. Il quartiere in cui lavoro si adagia sul fianco orientale delle pinete di levante. I suoi giardini e le sue case sono invasi dalle zanzare. Tutti se ne lamentano. Le zanzare sono un fastidio incomprensibile. Un vero flagello della natura. Nessuno che riesca a farvi fronte con un minimo di provvidenziale lucidità. Eppure io non ricordo che qualcuno abbia dovuto patire da una puntura di zanzara altro che un lieve arrossamento della pelle accompagnato da un prurito che si esaurisce nel giro di pochi minuti. Ugualmente non so del minimo ripensamento, non dico rimorso, da parte chi sorpresa una zanzara posata su una parete di casa vi infierisca schiacciandola. Ma non è Vita anche quella? Ucciderebbero con la stessa noncuranza una farfalla? E il loro gatto o pesce rosso?

Ieri mattina ho cambiato le pile a un attrezzo a forma di racchetta da tennis e di dimensioni di poco inferiori, che aveva al posto delle corde di budello un reticolo di fili elettrici e con il quale ci si può divertire a dar la caccia alle zanzare rincorrendole per salotti e tinelli. Un sano esercizio fisico, non c’è che dire.

 

 

Postato da: smdf63 a 10:42 | link | commenti (4)

lunedì, 27 aprile 2009
# 132 – Dal Volo di un Pappagallo

Il soprastante titolo preludeva al consueto raccontino che sempre cerco di mettere a contorno delle mie corse. Venerdì mi è capitato di terminare l’allenamento con una decina di minuti di fondo lento in compagnia dell’amico Luca Pardini. Chiaccheravamo distratti lungo un viottolo della pineta. Da un leccio si è staccato in volo un pappagallo. Niente di più.

Di questo avrei voluto parlare. Così come della corsa media di ieri. Delle buone sensazioni che mi ha lasciato. Poi qualcosa è cambiato.

Un passo indietro.

 

Sabato 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dall’infamia nazi-fascista, non ho corso. Ho invece trascorso una bella giornata di sole insieme a mia moglie e al Piccolo, prima dedicandoci a una escursione in montagna, breve per quanto le energie di un bambino possano consentire, poi celebrando la ricorrenza presso la casa del popolo di Solaio con pochi amici. Qualche bicchiere di vino, fave, pecorino. Niente di strabiliante, se non l’impagabile vicinanza dei compagni di vita.

In tanta letizia a mia moglie squilla il telefonino. La sento salutare il Gran Maestro Angelino. Mi passa l’apparecchio. Dopo il saluto, la notizia che mi cambia l’umore. Roberto Pardini, della nostra età, è morto stamani correndo. Lo conosci? Scorro nomi, volti, provo a ricordare. Direi di no. Ma il sollievo non ha un senso, né alcun valore. Roberto –che, ripeto, non conoscevo- aveva quarant’anni, una moglie, un figlio di tre anni. E’ morto correndo a Massarosa, dove risiedeva, in un mattino di sole e vento fresco che doveva essere di festa e che così non è stato.

 

Stamani sono arrivato al lavoro molto prima della mia ora. Ho acceso il computer e controllato la posta. Visitato i blog di coloro che ormai considero amici. Ho aperto il diario di Furio e sono rimasto di sasso, la bocca spalancata per la meraviglia. Non mi interessano le coincidenze. Non sono un cultore della sincronicità. Dico solo che c’è un momento in cui ognuno di noi sente il bisogno di far pulizia. Di gettar via quanto col tempo si è accumulato divenendo inutile, se non addirittura dannoso. Anche un blog può divenirlo, rappresentare una sorta di dovere sociale e a questo prezzo non fa per me.

So di non avere un buon carattere. Con gli anni ho imparato a non vergognarmene e a non nasconderlo. Vado a passeggiare in montagna per insegnare ai miei figli il valore della solitudine e perché voglio che un domani conoscano per nome alberi e animali. Di più non chiedo.

 

Furio è un giovane uomo che sa correre e parlare di sé. Penso sia anche una brava persona. Spero un giorno di incontrarlo e, come lui, penso ingiusta la rapidità con cui i nostri figli crescono.

 

Lo abbraccio, abbraccio Voi e attendo serenamente il domani. Perché noi siamo già a casa.

Postato da: smdf63 a 17:42 | link | commenti (2)

mercoledì, 22 aprile 2009
# 131 - Potta, Mihé!

Ore 14 e 14 di martedì ultimo scorso, ieri. Spalanco la portiera del mio sottomarino giallo e passo al Gran Maestro Angelino il suo giubbino e le sue chiavi di casa. Siamo ridotti due cenci. L’allenamento appena concluso, cinque ripetute da mille metri, ci riconsegna all’affetto dei nostri cari in condizioni sinceramente pietose e miserevoli. E’ in quel preciso momento, un attimo prima di congedarsi, che il mio compagno con un ultimo sussulto di energia esala un potta, mihé!.

 

Questa espressione vernacolare, nella quale si allude sia a una delle porzioni del corpo muliebre più ambite da parte di noi maschietti, sia a un non meglio identificato Michele, viene usata allorquando ci si trovi dinanzi a lieta e inaspettata sorpresa.

E la sorpresa stava nei tempi che Angelo aveva fissato sul suo Garmin, tutti intorno ai 3’50”. Quanto a me, avendo dimenticato in macchina l’orologio da quel gran popone che sono, mi sono ingegnato di stabilire i miei tempi togliendo a quelli del Maestro i secondi che da lui mi separavano, dovuti al mio precederlo. Da calcoli congiunti, ma non per questo meno astrusi, la mia serie è così risultata: 3’42”, 3’43”, 3’48”, 3’51”, 3’46”. Niente male, direbbe il profano. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Vediamo perché.

 

Per prima cosa va condannata la mia tendenza a tradire la parola data. Avevo detto che avrei corso quattro 2.000m e invece ho corso cinque 1.000m. Il che non è assolutamente la stessa cosa. Anzi, è un allenamento di ben tre chilometri più corto di quello programmato e promesso.

Come seconda critica va detto che i recuperi sono stati più lunghi di quanto avrei voluto. Ma per aspettare altri amici che marciavano a ritmi più lenti io e Angelo abbiamo riposato spesso fin oltre i due minuti e mezzo e nel far ciò non abbiamo mosso un passo, rimanendo fermi e intontiti dal caldo e dalla fatica che via via ci annebbiavano le idee.

Come ultimo rilievo mi domando e Vi domando. Ma a che minchia mi serve correre così veloce dei mille quando il mio obiettivo è correre tra tre settimane una mezza a un ritmo di venticinque secondi più alto?

 

A presto risentirci,

Postato da: smdf63 a 12:44 | link | commenti (3)

lunedì, 20 aprile 2009
# 130 – VIVICITTA’ 2009

 

Ieri ho preso parte a una gara e –udite! udite!- sono riuscito a portarla a termine. Già questa è una prima notizia meritevole di figurare nella pochezza del mio palmarès podistico.

 

La seconda notizia –e qui chiedo a Voi tutti il permesso di concedermi un attimo di superbia- è che la mia prestazione nella circostanza si è ammantata di un certo garbo, di una certa grazia. Sulla distanza dei dodici chilometri e metri centotrenta –tale la misurazione più attendibile così come ricavabile da una media aritmetica dei responsi dati dai vari Garmin ai polsi di amici, semplici conoscenti e perfetti sconosciuti- ho infatti impiegato il tempo di 50’40” per una media complessiva di 4’10”6/km centrando in pieno l’obiettivo che mi ero prefissato.

Una sola cosa voglio aggiungere ed è la mia gratitudine verso il Gran Maestro Angelino con il quale ho avuto l’onore di correre fianco a fianco dal primo all’ultimo metro e che mi è stato di grande aiuto, specie quando dal km 9 al km 11 ho avvertito un lieve accenno di passaggio a vuoto.

Possa la Sua corsa continuare a essermi d’ispirazione ed esempio.

 

*          *          *

 

La questione che più mi sta a cuore è: sono o non sono sulla giusta rotta per scendere sotto l’ora e trenta minuti nella mezza maratona di Pisa tra quattro settimane?

La mia sensazione più sincera è che sono al limite. Per meglio dire, ce la posso fare, ma per riuscirci debbo veramente impegnarmi. Urge quindi dare un paio di giri di vite al tenore dei miei allenamenti e tornare a quel grado di intensità che durante i mesi invernali avevo profuso in vista della maratona delle Terre Verdiane, poi malamamente andata come i più fedeli tra Voi ricorderanno.

 

Faccio seguire una semplice tabellina di allenamenti, dei cui contenuti sono unico ed esclusivo responsabile. Voi aiutatemi a migliorarla, non fosse altro per il gusto di mettere a tacere il nostro amato, indispensabile Califfo, giustamente scettico sulle mie possiblità -quanto meno a breve-, ma i cui caustici consigli restano tra tutti i pù preziosi.

 

Vi abbraccio

 

 

MAR 21

 

FL 4/5 km

4X2.000m   rec. 500m

FL 2 km

MER 22

 

FL 5 km

10x100m in salita

FL 2 km +

CM 4 km

VEN 24

 

FL 12 km + 6 all.

DOM 26

 

FL 4 km +

CM 16 km

MAR 28

 

FL 4 km

1x1.000m/1x2.000m/

1x3.000m/1x2.000m/

1x1.000m   rec. 500m

FL 2 km

MER 29

 

10x100m in salita

FL 2 km

CM 2 km + RG 1 km + CV 1 km

VEN 01

 

FL 14 km + 6 all.

DOM 03

 

gara Mare/Monti Mare

(17 km ca.)

MAR 05

 

FL 4 km

3x4.000m   rec. 500m

FL 2 km

MER 06

 

FL 7 km

CM 5 km + RG 2 km

VEN 08

 

FL 12 km + 6 all.

DOM 10

 

FL 5 km +

CM 14 km

MAR 12

 

FL 12 km + 6 all.

MER 13

 

FL 6 km

RG 8x500m 

rec. 200m

VEN 15 (optional)

 

FL 8 km

DOM 17

 

mezza maratona Pisa

 

 

P.S. – Quasi dimenticavo che in queste ore l’altro mio Dioscuro sta correndo la maratona di Boston.

Vola via leggero, fratellone.

Postato da: smdf63 a 16:09 | link | commenti (3)

martedì, 14 aprile 2009
# 129 – Primo Vero Sole

Santificate la Pasqua e la Pasquetta con un più alto numero di bicchieri bevuti che di chilometri corsi, provo a snebbiar la mente e far chiarezza.

 

Da un paio di settimane gli allenamenti hanno ripreso una loro regolarità, del che gambe, cervello e cuore non possono che beneficiarne.

Martedì scorso mi sono misurato in sei frazioni da 500 metri, coperte alla media di 1’46”80 e recuperate con intervalli di 1’30”, durante i quali trotterellavo in souplesse per 200 metri.

Mercoledì ho sperimentato per la prima volta un allenamento suggeritomi dal Califfo. Una serie di dieci allunghi di 100 metri in salita lungo il cavalcavia dell’Arcobaleno. Mediamente il tempo occorso per salire è stato di 24”20 con ripartenze ogni minuto e mezzo.

Venerdì avevo intenzione di corrichiare per un’ora e più senza troppo impegnarmi. Ma il gran Maestro Angelino, che aveva saltato un allenamento causa mal di gola, sentiva le gambe friggere di impazienza. Mi ha così invitato a correre tre ripetute di 1.000 metri. Non dico che ho dovuto far sacrificio nell’accompagnarlo. In queste prime giornate di sole tutto viene più facile, quasi spontaneo. Anche la mia corsa sembra giovarsene. Tempo medio delle tre frazioni veloci 3’46”10 con recuperi da fermo di 1’45” circa.

Domenica una semplice corsa, lunga e lenta, di 18 chilometri, doppiata ieri da altri 12 chilometri con tratti lenti e altri più sostenuti.

Stamani, salvo ripensamenti dell’ultima ora, ci godremo dieci o dodici 300 nel tentativo di continuare a far guadagnare velocità alle gambe.

Domani invece voglio tornare sul cavalcavia e questa volta fare quindici allunghi in salita, seguiti da un tratto di corsa facile, che mi permetta di riguadagnare il viale dei Tigli, e qui provare un 3.000 in progressione.

Poi venerdì corsa lenta con allunghi facili e domenica partecipazione alla Vivicittà, dodici km che spero di riuscire a correre intorno ai 50 minuti.

Il programma è forse fin troppo pesante e ambizioso. Ma l’obiettivo del periodo rimane la mezza di Pisa in programma il 17 maggio, dove -non lo nascondo- voglio scendere sotto l’ora e mezzo. Quindi caricare ancora per un paio di settimane non mi sembra sbagliato.

Giudizioso mi dispongo a eventuali correzioni.

 

*          *          *

 

Son pochi i giorni che separano l’amico Giancarlo dal trasvolare oltreoceano e correre nella leggenda della maratona di Boston.

Gli sia di augurio questa fotografia scattata a Roma lo scorso mese di marzo mentre sottoscrive il tempo finale della sua prossima fatica.

 DSC00434

Postato da: smdf63 a 12:34 | link | commenti (8)

lunedì, 06 aprile 2009
#128 – Peggio di Così…

Nel fine settimana appena trascorso sono riuscito ad abbattere un nuovo muro della decenza podistica.

Dopo prestazioni sempre più goffe e melanconiche (chi, se non io, può vantare dinanzi al mondo intero il peggioramento del proprio tempo in maratona di quasi un’ora in soli sei mesi?), ripetuti ritiri e altre umilianti amenità, ieri in occasione della prima ‘Maratonina dei Tre Pontili’, con partenza e arrivo nella scintillante Forte dei Marmi, sono riuscito a non partire. Credetemi non è stato facile. Ma niente è impossibile per un bidone mio pari.

Il segreto di tanta nullità sta nell’avere una famiglia numerosa, ma coesa su pochi, fondamentali valori. Uno tra questi l’insignificanza del mio correre. E quindi ieri, prima domenica di bel tempo, ciascuno dei miei famigli aveva qualcosa di più importante, assolutamente irrinunciabile da fare. Non mi è restato che alzare il telefono, avvertire gli amici della mia defezione e sublimare questa inedita delusione in un ristoratore pomeriggio lavarativo.

All’indomani mi son trovato a casa in compagnia del solo, piccolo Abramo. Al quale per rendere minimamente tollerabile la mia presenza avevo promesso fin dalla sera del sabato la rituale gita sulla neve. Siam partiti in macchina che ancora non erano le dieci. Giunti sul posto abbiamo però dovuto constatare che, lì dove solitamente la neve insiste copiosa fino alla metà di maggio, quest’anno si era disciolta fino all’ultimo fiocco. Che fare? Il piccolo ha mostrato surreale buon senso e, armatosi di palette, zappette e rastrellini che sempre conserva nella bauliera della nostra macchina gialla, se ne è uscito serafico con un ‘babbo, facciamo una buca!’. E questo abbiam fatto. Del che allego fotografia a futura memoria.

 

DSC00612

*          *          *

 

In molti ieri hanno corso e corso bene. Voglio ricordare, in ordine sparso, il mio Dioscuro capitolino Giancarlo, ormai proiettato verso la sua nuova prova di maratona in quel di Boston; il Gran Maestro Angelino, capace di migliorarsi sulla mezza distanza con un più che decoroso 1h32’23”; il mio fratello ossolano Furio, che alla Stramilano ha chiuso poco sopra l’ora e venticinque, comprensiva di sosta e piccola passeggiata.

Taccio invece ogni commento sulla controprestazione dell’ineffabile Francesco, che munitosi del mio pettorale, è partito in tromba per poi veder svaporare la sua corsa fino a un modesto 1h40’. E così ora mi toccherà pure esser preso per il culo, risultando in classifica a mio nome un tempo che proprio non sento mio!

 

A presto,

Postato da: smdf63 a 19:04 | link | commenti (3)